Notizie

Per realizzare un luogo culturale dove studiosi, ricercatori e giovani artisti
abbiano la possibilità’ nel tempo di scoprire e approfondire
un personaggio straordinario che visse in un tempo straordinario.

Vocazione di San Matteo – Caravaggio. (Fonte)

Notizie dalla Fondazione

• Editing di una pubblicazione divulgativa sulla figura e le opere del Cardinale Francesco Maria Del Monte.

• Pubblicazione cartacea e digitale del libro “Il Cardinale Francesco Maria Del Monte (1549-1626) – Una storia in breve”.

• Traduzione in lingua inglese del libro “Il Cardinale Francesco Maria del Monte (1549-1626) – Una storia in breve” e sua pubblicazione e distribuzione in forma digitale.

• Elaborazione di un progetto di ricerca concernente “Le contaminazioni artistiche e culturali avvenute nell’ambito del Cenacolo di Palazzo Madama” in collaborazione con il Max Planck Institute for the History of Science di Berlino.

• In collaborazione con la Casa Editrice “L’Erma” Di Bretschneider, progettazione di una collana di libri intitolata alla Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte. su vari episodi di vita nel Tardo Rinascimento.

• In collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana verrà svolta una ricognizione concettuale sulla problematica concernente il “Social Housing” con particolare riferimento alle peculiarità relative ai giovani e agli anziani.

Presentazione della Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte

Presso Palazzo Madama a Roma, sotto l’Alto Patrocinio del Senato della Repubblica.

Con la partecipazione del Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata presentata, lunedì 4 febbraio 2019 a Roma, nella Sala Koch di Palazzo Madama, la Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte.

L’incontro è stato incentrato sul tema “Il Cardinale Francesco Maria Del Monte (1549-1626) e il Cenacolo culturale di Palazzo Madama”.

 Fedele servitore della Chiesa Cattolica, fine diplomatico, abile politico, generoso mecenate appassionato cultore delle arti, delle scienze e della musica il Cardinale Del Monte stabilì (nel 1589) la sua residenza a Palazzo Madama che gli fu offerta da Ferdinando De’ Medici per il disbrigo delle sue attività istituzionali.

Il Cardinale Del Monte fece di Palazzo Madama il crocevia e il centro propulsore delle attività culturali e scientifiche del tempo. Infatti, divenne un luogo polifunzionale, strategico di alto livello, sede di collezioni di pittura, scultura e di oggetti d’arte, luogo di esposizione delle opere di giovani artisti di ogni estrazione sociale e desiderosi di dimostrare il proprio talento. Frequentato tra gli altri oltre che da Galileo Galilei, dal Caravaggio da Federico Cesi, anche da politi, diplomatici, poeti, matematici, artisti, musicisti, scienziati e pittori. Palazzo Madama divenne così un Cenacolo Culturale e Artistico, ambiente interdisciplinare, uno tra i salotti artistici più importanti di Roma e d’Europa, un luogo di eccellenza e di contaminazione tra culture e discipline diverse.

Uomo di grande eclettismo culturale dispiegava il suo talento e la sua ardimentosa voglia di conoscenza nei settori più disparati del sapere umano, costituendo una nuova cultura fondata sulla osservazione e l’esame dei fenomeni sia naturalistici che artistici.

Dalla Fonderia medicale alla botanica, dall’astronomia alla meccanica, dall’arte vetraria alla musica, alle scienze naturali, gli interessi del Cardinale Del Monte spaziavano in un arco cosi ampio del sapere tale da trasformare Palazzo Madama in un Cenacolo di promozione culturale anche a livello Europeo.

Importante fu la sua amicizia, attraverso il fratello Guidobaldo, con Galileo Galilei. Singolare, a questo proposito è l’aneddoto per cui, dopo aver ricevuto dallo scienziato pisano uno dei primi cannocchiali, il Cardinale Del Monte rimase a tal punto affascinato dallo strumento, lo usò talmente da suggerire a Galilei di provare ad impiegare il cristallo di montagna al posto del vetro nella costruzione delle lenti. Galileo, stupito, provò ad applicare il suggerimento; ne riscontrò la validità, ringraziò il Cardinale Del Monte e usò quindi il cristallo di montagna al posto del vetro nella costruzione delle lenti. A proposito di Galilei, allorché fu denunziato al Sant’Uffizio come eretico il Cardinale Del Monte se ne assunse apertamente e personalmente, senza alcun timore, la difesa.

L’attività del Cardinale non ebbe sosta alcuna. Infatti, si occupò di diverse Congregazioni come quella di Ponti e Strade, dei Riti (dove firmò gli atti di beatificazione di Ignazio di Loyola e di Filippo Neri), e la Congregazione per la fabbrica di San Pietro. Inoltre, divenne protettore di Caravaggio, di Galileo Galilei, dell’Accademia Nazionale Di San Luca e della Congregazione dei musici (la futura Accademia di Santa Cecilia) concesse à bocca da Papa Urbano VIII.

Infine, per quanto concerne le finalità e gli scopi della Fondazione, essi consistono nella promozione della Figura e delle opere del Cardinale Del Monte attraverso attività di ricerca e di diffusione riguardanti i diversi campi di interesse dello stesso Cardinale nonché, più in generale, su temi concernenti il Tardo Rinascimento. Inoltre, al fine di contribuire alla creazione di lavoro e di nuovo reddito, l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle problematiche relative al recupero, alla rivitalizzazione e alla valorizzazione anche attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate, di immobili non utilizzati, di terre agricole lasciate incolte e di chiese dismesse. Particolare attenzione verrà dedicata ai problemi relativi agli anziani per quanto riguarda gli alloggi e le cure sanitarie.

Interventi

Gianni Letta + -
On. Maria Elisabetta Alberti Casellati + -
Felix Unger + -
Padre Nuno da Silva Gonçalves S.J. + -
Daniele Vimini + -
Francesco Moschini + -
Michele dall'Ongaro + -
Teresa Juliane Hollerbach + -
Francesco Del Monte + -
Mons. Emil Paul Tscherrig + -

Università di Padova tra i soci fondatori

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Università-di-Padova

Nella foto, Cortile antico palazzo Bo dell’università.

L’Università degli studi di Padova ha aderito alla Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte in qualità di Socio Fondatore.
Si tratta di un fatto di particolare importanza per la storia, il prestigio, l’eccellenza accademica dell’Università Patavina che, fondata nel 1222, è tra le più antiche università del mondo.
Questa adesione vuole anche testimoniare il legame di continuità, ininterrotto nei secoli della figura del Cardinale del Monte con l’Università di Padova “figura strettamente legata all’Università dove si è laureato in diritto.
L’Università, strutturata in Dipartimenti, Scuole, Campus di Agripolis, Musei Universitari e Osservatori Astronomici, dispone anche di una scuola superiore, la scuola Galileiana di Studi Superiori.
La presenza dell’Università di Padova come socio fondatore va ad aggiungersi a quella dell’Accademia di San Luca e a quella del Max Plank Institute for The Istory of Science di Berlino e a quella, come socio onorario, del European Academy for Sciencs and Arts di Salisburgo.

Inoltre vanno ricordati come soci scientifici l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, la Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, la Fondazione Luigi Spezzaferro di Roma e, infine, la Pontificia Università Gregoriana.

In relazione a questa adesione riportiamo una breve dichiarazione del Magnifico Rettore Prof. Rosario Rizzuto:
«Mecenate e promotore delle arti, amico di Galileo che ospitò più volte e al quale fece ottenere la lettura di matematica nel nostro Ateneo nel 1592, avendone in cambio, come segno di ringraziamento, una copia del Sidereus Nuncius e un cannocchiale nel 1610. Siamo lieti di aderire alla Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte, figura strettamente legata all’Università di Padova, dove si è laureato in diritto e coltivato i rapporti con il Giardino dei Semplici. Porteremo il nostro contributo nel mettere ancora più in luce gli anni di formazione del Cardinale, periodo in cui si formò la sua poliedrica personalità, attenta alla multidisciplinarietà del sapere».

Libro Sul Cardinale Francesco Maria del Monte

Copertina-libroNella foto La copertina del Libro

Nella prima metà del mese maggio 2019 andrà in stampa un libro sulla vita, le opere e le attività del Cardinale Francesco Maria Del Monte.
Il volume, in edizione speciale e numerata, avrà un prezzo particolare per i sostenitori e gli amici della Fondazione che, se interessati, potranno richiederlo e prenotarlo all’indirizzo mail della Fondazione stessa.
Il volume ha un prezzo di copertina di € 20,00 e per questa edizione il prezzo scenderà a 12 euro spedizione compresa.

Visite guidate a Palazzo Madama

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Nella foto, Palazzo Madama (Roma).

La sede del Senato ha aperto da tempo le sue porte al pubblico, per la visita dei tesori artistici e storici presenti nelle sue strutture.

In tal senso, organizza visite guidate prefissate in alcuni periodi dell’anno.
La Fondazione sta predisponendo una visita nell’unica “finestra” rimasta ancora disponibile quest’anno. Cioè a settembre. Stiamo definendo i particolari dell’iniziativa e porteremo a conoscenza dei nostri amici e sostenitori le relative modalità non appena saranno definiti gli accordi operativi con Palazzo Madama.

Tiziano al Battesimo di Francesco Maria

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Nella foto, Amor sacro e Amor profano. Tiziano, Galleria Borghese (Roma).

Il Cardinale Francesco Maria Del Monte nacque a Venezia il 5 luglio 1549 nel Palazzo del Duca di Ferrara, attuale Fondaco dei Turchi.
Al battesimo parteciparono, secondo le testimonianze del tempo, diversi rappresentanti del mondo politico e culturale di Venezia e di Urbino. Tra questi Pietro Aretino, Tiziano, Jacopio Sansovino ed altri.

La presenza di questi personaggi testimonia che il padre del futuro Cardinale, Ranieri Del Monte, ricopriva un ruolo di particolare rilievo presso la corte di Urbino. Inoltre conferma che i tre famosi esponenti del mondo artistico veneziano e cioè l’Aretino, Tiziano e Sansovino abbiano lavorato per la Famiglia Del Monte.

L’Abate Gianfrancesco Lancellotto, in una lettera al Annibale degli Abati Olivieri, parlando della cerimonia del battesimo del futuro Cardinale, conclude “sembra che Tiziano gli influisse nel battesimo il suo genio e il suo spirito pittoresco; da che quel Cardinale seppe tanto di pittura quanto altro mai”.

“Sidera Lambit” (lambisce le stelle)

British-Museum

Nel 1566 fu realizza dal medaglista padovano Ludovico Leoni una medaglia che rappresenterà nel tempo e nella memoria storica il simbolo del Cardinale (nella foto piccola). È un’opera composta per una parte da un’immagine dell’abate Francesco Maria a 17 anni e per l’altra dalla sua “Impresa” raffigurata da una montagna ardente con il motto “Sidera Lambit” (Lambisce le stelle). Questa medaglia sta a testimoniare il rapporto molto attivo tra il giovane abate Del Monte e gli ambienti artistici e accademici padovani.

Dopo un lungo girovagare per l’Europa la medaglia approdò a Londra, dove oggi la si può ammirare nel British Museum.

 

A fianco, medaglia con il motto “Sidera Lambit”.
Sopra, il British Museum di Londra.

medaglia

Caravaggio a Tor di Nona

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Nella Foto il Carcere Tor di Nona.

Il Cardinale Del Monte fu un uomo di grande talento e mecenate di rara efficacia. In questo ambito, tra le tante incombenze legate al suo magistero,  svolgeva anche l’attività di protettore di Galileo Galilei e di Caravaggio.

La sua vicinanza a quest’ultimo è testimoniata da molti episodi tra i cui l’interrogatorio del Caravaggio avvenuto il 4 maggio 1597 nel carcere romano di Tor di Nona. Nel corso dell’interrogatorio l’artista dichiarò “io fui preso hier sera perché portavo la spada quale porto per esser Pictore del Cadinal del Monte che io ho la parte dal Cardinale per me et per il servitore et alloggio in casa. Io so scritto al rolo”.

Il Cardinale e i Medici

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Il Cardinale Del Monte aveva stabilito relazioni molto importanti con i Medici, in particolare con Ferdinando I Granduca di Toscana.
In questo contesto va registrato un episodio molto significativo.
Nel 1597 commissionò al Caravaggio un’opera per farne dono al Granduca.
L’opera raffigura il mito di Medusa, il mostro con il volto di donna e i capelli formati da serpenti che tramutavano in pietra chiunque lo guardasse.
Il tema della Medusa era molto caro ai Medici in quanto rappresentava la Sapienza e la Prudenza. Il quadro ora è esposto agli Uffizi di Firenze.

 

Nella foto, Scudo con testa di Medusa (Caravaggio).

Anche il comune di Pesaro tra i soci fondatori

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Nella foto, Piazza del Popolo: a sinistra il Palazzo Ducale e a destra la sede del Comune.

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Nella foto, il teatro Rossini, (Pesaro).

Con una delibera del Consiglio Comunale, dello scorso mese di aprile, anche Pesaro entra a far parte dei Soci Fondatori della Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte. Nella delibera si fa presente che la collaborazione tra il Comune e la Fondazione si concretizzerà nell’individuare e realizzare progetti culturali, scientifici e di social housing, concernenti Pesaro e il suo territorio. La delibera precisa che: “la caratura internazionale dei soggetti istituzionali e scientifici che aderiscono alla Fondazione potranno costituire un ulteriore volano per lo sviluppo culturale economico e sociale della Città”. Pesaro ha rivestito particolare importanza nelle molteplici attività svolte dal Cardinale Francesco Maria Del Monte. C’è un episodio che chiarisce in modo esplicito il ruolo centrale che svolgeva il Cardinale in quel tempo a Pesaro.

Infatti, in occasione della visita del Papa Clemente VIII alla città, il Cardinale svolse una attività importante nella elaborazione e organizzazione del programma di accoglienza. Questo programma si materializzò soprattutto nelle attività di decorazioni della città attraverso l’installazione di cinque archi trionfali, realizzati da molti pittori e scultori provenienti da Urbino e Camerino. Il Cardinale Del Monte mise a disposizione del Papa e dei sette Cardinali al seguito gli appartamenti di Palazzo Ducale e del Palazzo Vescovile. La permanenza del Papa a Pesaro durò due giorni, il 3 e 4 maggio 1598, e si concluse con la visita dei cardinali e dei prelati  alla Biblioteca Ducale e all’Armeria dove era esposta la famosa collezione dei quadri veneti tra cui la Venere di Urbino, La Maddalena, e i ritratti dei duchi dipinti da Tiziano.

Con l’adesione del Museo Galileo di Firenze
salgono a sei i soci scientifici della Fondazione

1. Suggestiva immagine della Sfera Armillare (Museo Galileo di Firenze). 2. Dettaglio Astrolabio Piano (Museo Galileo di Firenze).

Il Museo Galileo si trova a Firenze in Piazza dei Giudici vicino agli Uffizi. La sede è a palazzo Castellani, un edificio che risale alla fine del XI secolo noto ai tempi di Dante come Castello Daltafronte. Le collezioni presenti nel museo comprendono strumenti scientifici che vanno dal XI al XIX secolo, inclusi tutti gli strumenti originali di Galileo giunti fino a noi, tra i quali gli unici due telescopi esistenti, la lente obiettiva, il compasso geometrico e militare e il giovilabio. Consapevole dell’importanza delle tecnologie delle informazioni e della comunicazione, nel 1991 il Museo Galileo si è dotato di un laboratorio multimediale. Il laboratorio si occupa della produzione di applicazioni off e on-line per le attività divulgative e di documentazione del Museo. La collezione Medicea di strumenti scientifica fu avviata nel 1572 da Cosimo I (1519-1574), che la collocò nel guardaroba di Palazzo Vecchio oggi nota come “Sala delle Carte Geografiche”.

Il Granduca Ferdinando II (1610/1670) e il Principe Leopoldo De Medici (1617-1675) fondarono l’Accademia del Cimento per studiare i principi della filosofia sperimentale seguendo la lezione Galileiana.
Fu la prima società a carattere scientifico in Europa.
La Collezione si arricchì di nuovi strumenti destinati soprattutto allo studio di termometria, barometria e pneumatica molti dei quali realizzati appositamente.
Dopo l’unità di’Italia le collezioni furono smembrate tra i diversi istituti universitari.
Nel giugno del 2010 dopo importanti opere di ristrutturazione e di riorganizzazione dell’allestimento, il Museo della Storia della Scienza ha riaperto al pubblico con il nuovo nome di Museo Galileo.

Un sonetto di Torquato Tasso al cardinale

Torquato-Tasso

Nella foto, ritratto d’epoca di Torquato Tasso.

     Sacro, sublime, e glorioso Monte
Ch’Italia honori, e la Toscana terra
Via più di quel che la divide, o serra
E gli oltraggi da lei respinge, e l’onte
A te risplende il sol purpureo in fronte,
E s’austro di fortuna altrui fa guerra
Ne di tua gloria il Mirto, o’l Lauro atterra
Ne turba de’ tuoi studi il dolce fonte.
Deh tu mi sia Parnasso in cui distilla
Puro Aganippe, e con Olimpo à prova
Il mio torbido stato homai tranquilla.
Ato a me sembra, e se ‘l mio giorno è scorso
Sin presso al fine in te sperar mi giova,
E quasi calpe habbia la meta al corso.
E schiva de’ nemici oltraggi, et onte
Si puro l’ con Olimpo eccelso prova.

Torna alla luce un famoso affresco di Andrea Sacchi

Nella foto, l’affresco ritrovato rappresenta scene mitologiche ispirate dalla passione per l’alchimia del Cardinale Del Monte.

È stato rinvenuto a Roma, in un appartamento a passeggiata di Ripetta, durante i lavori di pulitura, un affresco che si trova nella Loggia del Cardinale Francesco Maria Del Monte. Opera di Andrea Sacchi, uno dei maggiori pittori del seicento romano, che faceva parte del  gruppo Pietro Da Cortona e Guido Reni, l’affresco ha una dimensione di 35 mq. ed è tornato alla luce grazie alla perizia di tre restauratrici: Triana  e Arianna Arié e Laura Principato. Il ciclo di affreschi comprende tre lunette: Venera e Marte, Prosepina e Naiade; Vulcano ed Apollo.

Si pensava che l’opera fosse andata perduta; invece grazie al ritrovamento dell’acronimo “ASR e della data 1620”, incise nella parte bassa di uno degli affreschi, è sopraggiunta la conferma che si trattava proprio della loggia del Cardinale Francesco Maria Baurbon Del Monte Santa Maria. L’affresco rappresenta scene mitologiche probabilmente ispirate alla passione per l’alchimia del Cardinale Del Monte. Nel dipinto sono, inoltre, raffigurate le quattro stagioni da Bacco (autunno); Agricoltore (inverno), Donna con specchio (primavera), Venere (estate).

I molteplici interessi del cardinale: dall’astronomia alla musica, alla meccanica passando per la medicina e la botanica

Nella foto, Museo Orto Botanico, (Università la Sapienza di Roma).

Nella foto, raffigurazione del principio attivo di un farmaco.

Gli interessi del Cardinale erano molteplici: spaziavano dalla medicina all’astronomia, dalla meccanica all’arte vetraria, dalla musica alle scienze naturali, non trascurando anche la botanica. Alcuni episodi epistolari illustrano l’interesse del Cardinale Del Monte per la medicina e in particolare per l’attività farmacologica. Egli sviluppò particolari capacità come ricercatore di medicamenti per la Fonderia Medicea. In una lettera inviata a Ferdinando De Medici scrive : “Ho fatto ogni diliganza per havere l’acqua per guarire i Pazzi, ma il figlio di M. Alessandro morse all’improvviso et, i figliuoli non ne hanno notitia alcuna, ne so dove voltarmi per haverla. Se pero Vostra Altezza non me ne da altro lume….”. In un’altra lettera del 10 agosto 1607, sempre inviata a Ferdinando De Medici, sostiene: ”Ho ricevuto l’altra Quintessenza et ne rendo infinite gratie a Vostra Signoria et sono prontissimo a mandarli le ricette per la sciatica, mal di fianco, debbiti, et altre schinelle; ma mi manca solo trovare rimedio di tornare in dietro quarant’anni,

che non lo trovo, et se Vostra Signoria mi manda questa ricetta, io le prometto tutte l’altre…”
Anche la botanica era al centro dei suoi studi.
In una lettera inviata a Ferdinando I de Medici, nell’aprile 1606, il Cardinale scrive: “ Qua si trova un Fabio Colonna napolitano, che di herbe et simplici è intelligentissimo come dimostrano le sue opere in stampa; ha bell’ingegni di condurre acque è giovane di trent’anni; ha lettere latine et greche, lavora di sua mano d’ogni sorte instrumenti, et me l’ha messo in gran stima il Cardinale Tarugio. Costui vorrebbe servire Vostra Altezza però la comandi…” Fabio Colanna  era un giovane ricercatore di origine napoletana (1567-1640). Con la lettere al Granduca Ferdinando, il Cardinale sperava di trovare per il geniale botanico una sistemazione migliore di quella che egli stesso poteva offrirgli. In seguito il genio di Colonna fu riconosciuto da Federico Cesi, principe dell’Accademia dei Lincei, grazie ai buoni uffici del Cardinale. Fu presentato a Galileo Galilei e questi regalò al Colonna nel 1614 i “cristalli” per il telescopio.

Università di Urbino, nuovo Socio Fondatore.

Nella foto, la sede dell’Università di Urbino.

Nella foto, il Palazzo Ducale di Urbino.

Nella foto, veduta della città di Urbino.

“Il rapporto dell’Università di Urbino con la Fondazione Cardinale Francesco Maria Del Monte si colloca nel comune 

e antico sostegno alla cultura, alla scienza, alla verità nel segno di uomini che ne hanno segnato la storia come Galileo Galilei,

il quale proprio grazie a Urbino e all’amicizia con Guidubaldo Del Monte, tra i massimi esponenti dell’Umanesimo Matematico feltresco assieme a Muzio Oddi e Bernardino Baldi, potè progredire nei suoi studi all’Università di Pisa.  Dunque una tradizione antica che guarda al futuro”

Così il rettore dell’università di Urbino Vilberto Stocchi sul significato e l’importanza dell’adesione della sua Università alla nostra Fondazione.

L’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo è tra le più antiche d’Italia: la sua nascita risale al 26 aprile 1506, quando Guidubaldo da Montefeltro, figlio del grande Federico, istituì il Collegio dei Dottori. Oggi l’ateneo ha assunto una dimensione internazionale sottolineata dai suoi circa mille studenti stranieri, più del 7% degli iscritti, percentuale doppia rispetto alla media nazionale. La città di Urbino, culla del Rinascimento italiano, Patrimonio Unesco fin dal 1998 grazie al suo centro storico rimasto praticamente immutato da allora, è un campus a misura di studente che offre ai suoi 14.409 iscritti quasi duemila borse di studio e ben 1.590 alloggi nei collegi progettati dall’architetto Giancarlo De Carlo.

Una particolare attenzione è dedicata da sempre agli studenti disabili con borse di studio, stanze attrezzate e assistenza con personale specializzato.

Per gli studenti interessati a trascorrere periodi di studio o tirocinio all’estero, sono a disposizione numerose borse Erasmus.

L’Ateneo promuove e coordina costantemente attività congiunte con imprese ed enti del territorio stipulando convenzioni e favorendo stages e percorsi formativi nelle aziende. Anche grazie a questa attività, i dati diffusi da Almalaurea continuano a collocarla ogni anno su livelli di occupazione post laurea superiori alla media nazionale, confermati dalla classifica Censis pubblicata nel luglio 2019.

Una città ideale per lo studio, dunque, così come ha recentemente riconosciuto anche il rating internazionale del Times of Higher Education, che l’ha collocata al primo posto in Italia per ambiente di studio. Secondo il Rettore Vilberto Stocchi  “Urbino porta con sé da sempre la definizione di Città Ideale e l’Ateneo ne è parte integrante fin dal Rinascimento. Che per tanti aspetti sia il luogo ideale in cui studiare lo certifica anche la prestigiosa classifica del THE. Significa che stiamo portando avanti al meglio questa tradizione senza sederci sul passato”.

L’offerta formativa dell’Università di Urbino Carlo Bo si articola in sei Dipartimenti:
Economia Società e Politica; Giurisprudenza; Scienze Biomolecolari; Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali; Scienze Pure e Applicate; Studi Umanistici.
Per l’anno accademico 2019/2020 offrono 15 lauree triennali, 19 lauree magistrali di cui 5 a ciclo unico, 14 corsi di Alta Formazione e 4 summer school.
Inoltre è previsto un percorso formativo ed esperienziale di comunicazione efficace nei contesti professionali e organizzativi.
Infine, l’offerta formativa contempla Pedagogia e didattica inclusiva per alunni con disabilità sensoriali; Educazione e Pedagogia del gesto grafico; Professionisti del linguaggio cinematografico: critica, regia, didattica dell’immagine in movimento.

Palazzo Madama, dalle origini ad oggi.

Nella foto, (al centro) un’immagine della sede del Senato della Repubblica.

Nella foto, l’Aula del Senato.

Nella foto, l’affresco di Cesare Maccari “Cicerone denuncia Catilina”, conservato nella “Sala Cagliari” del Salone d’Onore, situato all’interno di Palazzo Madama.

Un dipinto di Piazza Navona (nella foto). Il terreno su cui sorgeva palazzo Madama apparteneva, insieme a quello di Piazza Navona, ai Benedettini dell’Abbazia di Farfa.

Un gruppo di amici della nostra Fondazione ha partecipato, lo scorso mese di settembre, ad una visita guidata di Palazzo Madama organizzata dalla Fondazione stessa.

Riportiamo, per sommi capi gli aspetti più importanti e significativi della storia del Palazzo, così come è emersa nel corso della visita.

Sede del Senato della Repubblica, le origini di Palazzo Madama risalgono alla fine del 1400 sotto il pontificato di Sisto IV. Il terreno in cui esso sorge apparteneva insieme a quello di Piazza Navona, ai Benedettini dell’Abbazia di Farfa. Il Palazzo divenne di proprietà della famiglia Medici allorché fu acquistato (a rate) dal Cardinale Giovanni de’ Medici (che vi abitava in affitto), figlio di Lorenzo il Magnifico e futuro Papa Leone X.

Alla morte di Leone X (1521), il Palazzo divenne residenza del cugino Giulio de’ Medici – futuro papa con il nome di Clemente VII.

Il nome del Palazzo, rimasto così nella storia, si deve a Madama Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V e moglie del Duca Alessandro de’ Medici che, rimasta vedeva di questi, sposò in seconde nozze Ottavio Farnese. E’ da quella data che il Palazzo ha assunto il nome che conserva tuttora.

Dopo che la residenza fu affittata a vari porporati, il Palazzo tornò al casato dei Medici e, in particolare, a Ferdinando I che da Cardinale vi dimorò per diversi anni. Allorché tornò a Firenze per assumere il Granducato della città, lasciò il Palazzo al suo più stretto collaboratore e cioè al Cardinale Francesco Maria Del Monte. Questi , nonostante il Palazzo fosse in uno stato di abbandono, riuscì ad allestire un “camerino musicale” nel quale fece installare il “Suonatore di liuto” accanto ai “Musici” di Caravaggio, a conferma del suo grande interesse per le arti e per la cultura in generale.

Palazzo Madama fu attraversato da eventi storici di assoluto rilievo fino a diventare, dopo che papa Benedetto XIV nel 1755 ne acquistò la proprietà, il Palazzo pubblico dello Stato Pontificio. Vi furono installati gli uffici del Tribunale criminale del Governatore di Roma e la sede della polizia (da qui l’origine del termine dialettale “la madama” usato ancora oggi per definire le forze di polizia.)

Nel febbraio del 1871 fu deciso di trasformare il Palazzo nel Senato del Regno d’Italia e il 28 novembre nel 1871, dopo importanti lavori di adattamento, per la prima volta vi si riunì il Senato del Regno.

Negli anni Palazzo Madame e gli edifici adiacenti furono sottoposti a molteplici interventi di ristrutturazione .Alcuni affreschi furono incorporati nel Palazzo che si avvalse di interventi e contenuti artistici di particolare importanza come nel caso della Sala decorata da Cesare Maccari.

Il Palazzo è strutturato in diversi ambienti: 9 Sale più la Buvette e l’anticamera della Balaustra, quindi l’Aula Legislativa tappezzata in rosso.

Il Senato della Repubblica è un’Assemblea Legislativa che insieme alla Camera dei Deputati costituisce il Parlamento italiano. E’ costituito da 315 senatori, 309 eletti su base regionale e 6 in rappresentanza degli italiani residenti all’estero. Oltre ai 315 senatori eletti fanno parte del Senato, come senatori a vita, gli ex Presidenti della Repubblica e fino a 5 di nomina presidenziale, vale a dire nominati autonomamente dai Presidenti della Repubblica per altissimi meriti. Dal 19 gennaio 2018 i senatori a vita sono 6; pertanto il totale dell’assemblea è di 321 membri.

Il Senato è presieduto da un Presidente (attualmente Maria Elisabetta Alberti Casellati) ed è la seconda carica della Repubblica per il rilievo istituzionale.

L'amicizia del Cardinale del Monte con Torquato Tasso

Nella foto, un’immagine delle Terme Stufe di Nerone a Pozzuoli.

L’amicizia del Cardinale Del Monte con Torquato Tasso si manifestò in molte occasioni nel corso degli anni, e in diversi episodi a volte legati alla salute del poeta.
Infatti, in diverse lettere inviate al Cardinale Del Monte, Torquato Tasso ricorda la loro vecchia amicizia (avevano vissuto insieme l’infanzia alla corte di Pesaro-Urbino) e, in una di queste, in particolare in quella dell’11 novembre 1589 il poeta, in precarie condizioni di salute, tramite il Cardinale Del Monte, chiedeva a Ferdinando De’ Medici un aiuto finanziario per andare ai bagni di Pozzuoli per curarsi.

. Il Granduca offrì allora 50 scudi, non manifestando, però alcun interesse ulteriore per la salute del poeta. Il Cardinale Del Monte fece poi introdurre il Tasso nell’ambiente del Cardinale Aldobrandini  e collaborò alla sua sistemazione nel convento degli Eremitani di Sant’Onofrio (a Roma) di cui egli era Protettore.

L'interesse del Cardinale per l'astronomia. Così nacque l'amicizia con Galileo Galilei.

Nella foto, Pisa. Grazie ai fratelli Del Monte, nel 1589 Galilei ottenne un posto presso lo Studio di Pisa  equivalente alla cattedra di matematica di Firenze.

I rapporti tra il Cardinale Del Monte e Galileo Galilei nacquero quando lo scienziato chiese l’appoggio al fratello del Cardinale (Guidobaldo) per ottenere la cattedra di matematica a Firenze in seguito soppressa. Poi, grazie all’intervento di entrambi i fratelli Del Monte ottenne, nel 1589, un posto equivalente presso lo studio di Pisa.
Il Cardinale del Monte fu tra i primi prelati a scoprire l’originalità del pensiero galileiano, introducendolo nei diversi circoli intellettuali di Roma e soprattutto nell’Accademia dei Lincei. In questo contesto anche la creazione dello studio di Vigna di Ripetta in Via Ripetta, voluto dal Cardinale, dimostra il parallelismo che intercorreva tra il suo interesse per la natura e l’arte e le tante altre realtà del mondo della cultura.

Informazioni culturali

“Jeff Bark - Paradise garage” in mostra a Palazzo delle Esposizioni dal 7 Giugno al 28 Luglio 2019 a Roma

1. Nella foto, l’opera di Jeff Bark, Clone set, 2018. 2. Nella foto, interno del palazzo delle Esposizioni (Roma).

Si tratta della prima personale del fotografo statunitense che riunisce un corpus composto da più di 50 opere  inedite dedicate alla città. La mostra promossa da Roma Capitale e l’Assessorato alla crescita culturale e organizzato dall’Azienda speciale Palaexpo. E’ stata  pensata come un percorso che coinvolgerà il pubblico, trasportandolo nel mondo onirico ideato dal fotografo: ogni immagine è sapientemente costruita da Bark come fosse il frammento sospeso di una storia; nel suo garage nell’Upstate New York, è lui stesso a trasformare gli spazi e le pareti nude in scenari evocativi ed enigmatici in cui convivono riferimenti iconografici all’arte del passato e dettagli stranianti. I soggetti ricorrenti nelle opere del fotografo americano sono interni domestici, nature morte, paesaggi naturalistici, wunderkammer assemblate sono alcuni dei soggetti ricorrenti, dove il falso diventa reale e la realtà assume forme ingannevoli, in un gioco di prospettive e ribaltamenti. Nato nel 1963 in Minnesota, Jeff Bark vive e lavora a New York. Le sue fotografie sono presenti in famose collezioni statunitensi ed internazionali tra cui: il North Carolina Museum of Art, il Wilson Center of Photography, la Sir Elton John Collection e il 21 Century Museum.

Orari:
Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso.

 

Biglietti:
Intero € 10; ridotto € 8.

 

Informazioni e prenotazioni:
Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500;

 

www.palazzoesposizioni.it

A Palazzo Altemps con Medardo Rosso

Nella foto, Medardo Rosso, Rieuse, 1900 circa (variante dal modello del 1890), bronzo.

Il Museo Nazionale Romano ha ripreso le aperture straordinarie serali dalle 20 alle 23 a Palazzo Altemps, con biglietto d’ingresso agevolato al costo di 5 euro, che comprende la visita guidata della mostra “Medardo Rosso”.

La mostra, aperta al pubblico il 10 ottobre scorso, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Milano, sarà visitabile fino al 2 febbraio 2020.

L’inedita selezione di opere in cera, gesso e bronzo, e delle loro trasformazioni, accostata alla collezione di sculture di Palazzo Altemps indaga, come mai prima, la relazione con l’antico e il concetto di copia in Medardo Rosso.

L’esposizione intende documentare come il grande artista abbia posto le basi, tra il 1890 e il 1910, al pensiero moderno sull’idea di copia non più intesa come riproduzione, ma come interpretazione: anticipando le avanguardie artistiche del Novecento.

Le aperture serali con biglietto speciale proseguiranno nella sede di Palazzo Altemps, nei giorni 7, 14, 21 e 28 novembre 2019.

Orario

dalle ore 9.00 alle ore 19.45
la biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti
intero 13 €

intero 15 € (valido 3 giorni, consente l’ingresso a tutte le sedi del Museo Nazionale Romano)
2 € per i cittadini dell’Unione Europea, di età compresa tra i 18 e i 25 anni
gratuità secondo la normativa vigente

biglietti speciali per aperture serali
5 € dalle 20 alle 23
i giovedì sera 7, 14, 21, 28 novembre

 

www.museonazionaleromano.beniculturali.it

``Sublimi Anatomie`` a Palazzo delle Esposizioni.

Nella foto, Chen Zhen: Crystal Landscape of Inner Body (Serpent), 2000 – cristallo, metallo, vetro.

Il 22 ottobre scorso è stata inaugurato al Palazzo delle Esposizioni di Roma la mostra “Sublimi Anatomie”

Sublimi Anatomie è una mostra sulla rivelazione del sublime nel corpo umano, tra passato e presente e all’incrocio tra pratiche artistiche e imprese scientifiche. Una storia secolare e spettacolare dell’osservazione del corpo che coinvolge in primo luogo i sensi – innanzitutto la vista e il tatto -, ma anche strumenti e tecnologie. Nella mostra sono presenti opere, manufatti e documenti di straordinaria importanza storica, tra arte e scienza, che raccontano l’evoluzione dell’anatomia umana in dialogo serrato con la ricerca artistica contemporanea sulla materialità del corpo.

Partendo dalla suggestione del teatro anatomico, la rotonda di Palazzo delle Esposizioni è stata trasformata in uno spazio dedicato al dibattito sulla visione e la costruzione dell’immagine del corpo, ma anche in un atelier di disegno dal vero e in una vera e propria scena per la performance.

Sonoesposte opere di artisti come Berlinde De Bruyckere, Birgit Jürgenssen, Chen Zhen, Dany Danino, Dennis Oppenheim, Diego Perrone, Ed Atkins, Gary Hill, ed altri.

La mostra chiuderà i battenti il 6 gennaio 2020.

Orari

Domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
Lunedì chiuso
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura

 

Biglietti

Intero € 12,50 
Ridotto € 10,00 
Dal martedì al giovedì, dalle ore 18.00 alla chiusura, biglietto ridotto € 6,00
Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00 

Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni 
Biglietto Open € 16,00 

Promozione biglietto Open X 3, valida fino al 22 novembre 2020:  è possibile acquistare 3 biglietti Open al costo totale di € 21,00. I biglietti Open acquistati con questa modalità devono essere utilizzati entro il 6 gennaio 2020.

 

Informazioni, prenotazioni, visite guidate per singoli e gruppi
Tel. 06 39967500

www.palazzoesposizioni.it